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Nel bacino del Mediterraneo l’impiego delle acque termali per idroterapia era conosciuto fin dai tempi antichi, come evidenziato dai numerosi reperti archeologici e dalle testimonianze letterarie e scientifiche.
I Greci praticavano i bagni in acque calde e ritenevano che le acque calde e i vapori che sgorgavano dalla terra avessero un
significato sovrannaturale.
Non a caso presso località termali sorgevano importanti templi come il famosissimo
Tempio di Apollo a Delfi, dove la Pizia, avvolta dai fumi, prediceva il futuro.
I Romani sfruttarono le acque sia per finalità igieniche che per quelle
curative fino a quando il bagno non diventò un raffinato piacere.
Le terme diventarono così un luogo di incontro al pari del foro e accanto agli stabilimenti vennero creati spazi per le
passeggiate, parchi e giardini, musei e
biblioteche.
Le prime terme di cui si ha notizia sono le Terme Stabiane, erette attorno al II secolo a.C. ed ampliate in età sillana.
I primi stabilimenti termali pubblici erano piccoli e semplici.
Durante l'impero sorsero i grandiosi edifici termali di cui ammiriamo ancora le vestigia e che rappresentarono, per l'epoca, una istituzione sociale a tutti gli effetti.
Le terme erano aperte a tutti: i romani le frequentavano si può dire quotidianamente ed indipendentemente dal ceto sociale.
Erano quanto di più vicino possibile si può immaginare ad un "luogo di benessere" in senso moderno.
La caduta dell’Impero Romano, anche a causa della religione cristiana che invitava a fuggire dalle occasioni di edonismo e ad evitare luoghi diversi dalle chiese,
portò al declino delle terme come fenomeno culturale e sociale.
Durante il Medio Evo, mentre l'uso del bagno come pratica igienica va scomparendo ed il suo antico valore sociale ed edonistico viene messo al bando, si assiste alla
nascita dell'idrologia con fisionomia di pratica terapeutica.
Le acque solfuree vengono raccomandate per le malattie della pelle e le salsobromoiodiche per la
sterilità femminile, ciò che è confermato anche ai nostri giorni.
Si amplia, inoltre, il campo delle metodiche: accanto al bagno ed alla bibita compaiono le
inalazioni di vapori, le terapie inalatorie e sudatorie in grotte naturali nelle quali scaturiscono sorgenti termali e l'applicazione di
fanghi.
Nell'Alto Medioevo e si assiste ad una ripresa del termalismo.
Una spinta importante in questo senso coincide con la ripresa di regolari rapporti con l'Oriente, dove la tradizione termale romana era rimasta intatta.
Anche dopo la caduta dell'Impero Bizantino e le conquiste dei Turchi, le Terme continuano a mantenere intatto il loro splendore, e anzi diventano edifici ancora più fastosi.
Il bagno rientra infatti tra le pratiche religiose dell'Islam, e la pulizia del corpo si accompagna per i fedeli alle abluzioni rituali che precedono la preghiera.
E i "bagni turchi" sono una realtà rimasta intatta ancora oggi.
Il periodo rinascimentale segnò un'ulteriore ascesa della fama delle cure idrologiche, soprattutto grazie alla scoperta della stampa che favorì la divulgazione delle opere sull'argomento.
Nel Rinascimento, tuttavia, le conoscenze ed i metodi di utilizzo delle acque non progrediscono sostanzialmente rispetto al Medio Evo e l'acqua rimane sempre, secondo la teoria umorale, "un mezzo per allontanare dall'organismo umori guasti ed alterati e veleni responsabili delle malattie".
Dal XVIII il nascere della chimica moderna, che rende possibili le prime indagini sulla
composizione delle acque minerali, contribuisce alla svolta scientifica dell'idrologia.
Nell'800, con l'ulteriore progredire delle scienze chimiche, fisiche e biologiche, l'acqua minerale si delinea nella sua fisionomia moderna di farmaco complesso e irriproducibile artificialmente.
I reparti di cura degli stabilimenti termali vengono ampliati e potenziati, mentre la stazione termale si trasforma da luogo puramente di svago, quale era nel '700, a qualcosa di molto simile
all'antico luogo romano di salute, arricchimento culturale e sociale, occasione di riflessione ed occasionale sede di incontri discreti.
Ai nostri giorni la medicina termale è diventata una scienza che utilizza, al pari di ogni altra disciplina medica,
presidi diagnostici e terapeutici resi disponibili dal progresso tecnologico e delle conoscenze scientifiche.
La ricerca, una volta affidata alla buona volontà dei termalisti, è oggi condotta e coordinata dalle Università, cui spetta anche il compito di completare la formazione del medico con l'indispensabile apporto della scienza idrologica. |