La idropinoterapia

E' la principale cura termale e consiste nell'assunzione di acque minerali, soprattutto oligominerali o bicarbonate.

In alcuni casi per alcuni tipi di acqua possono essere utili particolari trattamenti dell'acqua prima del suo utilizzo come bibita; ad esempio può essere utile modificare la temperatura: un riscaldamento a bagnomaria o con metodiche a scambio di calore fino ad un massimo di 25-30 C° può favorire la tollerabilità dell'acqua e renderne più appetibile il sapore.

In genere, le acque oligominerali vengono assunte a temperatura ambiente, mentre quelle più ricche di solfati vanno bevute calde, ottenendo così un effetto lassativo e purgativo.

In genere le acque impiegate per idropinoterapia vengono assunte a digiuno il mattino o comunque lontano dai pasti.

Questo accorgimento consente la non interferenza con i processi digestivi e favorisce e potenzia le azioni biologiche e gli effetti terapeutici indotti dalle acque minerali ingerite.

Il ciclo di cura non dovrebbe essere inferiore a due settimane; in alcuni casi (non rari) è consigliabile un ciclo protratto fino ad un mese ed oltre.

L'idropinoterapia è particolarmente indicata per i disturbi delle vie urinarie, ad esempio la calcolosi renale; in questo caso i pazienti possono bere fino a 5 litri d'acqua al giorno.

Il trattamento è prescritto anche per alcune patologie intestinali e gastroenteriche, come la dispepsia e la sindrome del colon irritabile.

La cura non può essere sostenuta in caso di ostruzione delle vie urinarie, ulcera, scompenso cardiaco, tumori o insufficienza renale grave.

Diverse ricerche hanno sottolineato l'efficacia dell'acqua e di conseguenza dell'idropinoterapia nella prevenzione e nella terapia delle malattie cardiovascolari, delle ossa, dell'epidermide e dell'apparato digerente.

Questo particolare apporto idrico necessita di una prescrizione medica con visita.

 

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