La fangoterapia

La fangoterapia è una pratica terapeutica effettuata mediante l’applicazione di fanghi.

Questi sono delle melme che scaturiscono da una commistione tra una parte solida, che è argillosa, ed una parte liquida, che è un’acqua termale, e vengono usati sotto forma di impacchi.

Il fango termale è un particolare impasto costituito da una componente solida argillosa, da una componente liquida (acqua termale di diversa composizione) e da una componente organica che viene a formarsi soprattutto durante il processo di maturazione.

I fanghi utilizzati possono essere naturali (cioè i fanghi propriamente detti, utilizzati come si presentano in natura, senza alcun intervento successivo di modificazione o arricchimento) o artificiali, in cui con apposite procedure vengono stabilite le componenti chimiche e le proprietà del fango.

La fangoterapia è indicata nelle malattie reumatiche, in particolare nella cura della osteoartrosi nelle sue forme più diffuse: artrosi della mano, del piede, del ginocchio, dell’anca, della colonna vertebrale.

Un’altra patologia tipicamente trattata con fango termale è la gotta.

Buoni risultati si sono ottenuti inoltre nel trattamento di patologie ortopediche come distorsioni, lussazioni articolari o stiramenti muscolari.

La pratica della fangoterapia è diffusa in numerose stazioni termali italiane, ed ha una particolare tradizione nei Colli Euganei (Abano e Montegrotto), in cui all'applicazione dell'impacco fanno seguito il bagno, la reazione sudorale e la seduta di massaggio.

Le principali controindicazioni sono l’età avanzata, l’arteriosclerosi, le malattie della pelle, le varici e le tromboflebiti, le manifestazioni emorragiche quali ulcera gastrica ed ulcera duodenale, le cardiopatie, l’epilessia, la gravidanza, le gravi nefropatie, la fase mestruale, le artropatie acute.

 

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