
Pianta erbacea perenne alta fino ad un metro originaria della Russia meridionale e della Siberia il dragoncello venne conosciuto e apprezzato dagli Arabi e si diffuse in Occidente in seguito alle Crociate.
Le foglie sono lineari-lanceolate di colore verde chiaro, lunghe e sottili.
I fiori sono piccolissimi di color giallo verdognolo riuniti in pannocchie.
La fioritura avviene in estate.
Ampiamente usato in medicina, è solo verso il XVI secolo che entra anche nella gastronomia.
In Italia si diffuse a partire dalla Toscana: secondo la tradizione senese fu importato da Carlo Magno nel 774 e coltivato nell'orto dell'Abbazia di S. Antimo nei pressi di Montalcino.
Il drangoncello é molto apprezzato in cucina per l'aroma che apporta nelle insalate, negli arrosti e nella preparazione di particolari salse.
Le foglie e le sommità servono per insaporire le pietanze, in particolar modo frittate e zuppe.
Portato in fusione nell'aceto con altre erbe aromatiche, come il timo ed il basilico, ne impreziosisce il sapore.
Proprio per queste sue proprietà il dragoncello é spesso coltivato negli orti.
L'olio essenziale di dragoncello viene usato come stimolante generale e digestivo, aperitivo antispasmodico, antisettico interno.
E' utile in caso di disappetenza, dispepsia, digestioni lente, gastriti, distonia neurovegetativa, singhiozzo, parassiti intestinali.