|
Il Caucaso è una regione dell'Asia, al confine con l'Europa.
È attraversata dalla Catena del Caucaso, una catena montuosa lunga 1.200
chilometri che è fra le più alte del mondo (Monte Elbrus 5.642 metri), fra il Mar Nero e il Mar Caspio.
Punto di contatto tra le civiltà bizantine e arabe durante l'Alto Medioevo, questa regione subì la dominazione turca dal XI secolo e l'invasione mongola nel XIII secolo.
Tra l'XI secolo e la metà del XIII si sviluppò una notevole civiltà nei reami cristiani dell'Armenia e della Georgia ma, dopo la presa di Costantinopoli del 1453 la regione rimase isolata dal resto della cristianità e passò sotto la dominazione ottomana nel XVI secolo.
Nella stessa epoca inizia anche la penetrazione della Russia nel Caucaso, che si concluse in ogni modo solo verso la fine del XVIII secolo.
Dopo l'annessione della Georgia nel 1801, la guerra contro i persiani e l'impero ottomano (1805-1829) permette ai Russi di impadronirsi della regione nei pressi di Erevan.
Per anni, fino al 1859, anno della cattura del capo musulmano Chamyl, le forze russe dovettero combattere aspramente con le forze di resistenza.
Dopo il 1989 con la dissoluzione dell'URSS nella regione sono nati tre nuovi Stati indipendenti, la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaijan, mentre le altre 6 ex repubbliche sovietiche della cosiddetta Ciscaucasia sono rimaste parte della Federazione Russa, seppure con lo stato di Repubbliche Autonome.
I nuovi Stati hanno sin da subito dovuto affrontare gravi problemi economici e dispute di territorio: l'Armenia e l'Azeirbagian si disputano il territorio del Nagorno-Karabakh, politicamente azero ma abitato da maggioranza armena.
La Georgia deve invece far fronte a richieste separatiste nelle regioni dell'Abkhazia e dell'Ossezia meridionale.
Dal 1991, all'interno della Federazione Russa, si combatte un sanguinoso conflitto tra le autorità centrali e la Cecenia, che reclama la sua indipendenza da Mosca.
 |
|
Coppia daghestana all'aperto per un ritratto - 1904 |
|